martedì 3 dicembre 2019

IL CREPUSCOLARISMO di Eduardo Terrana

IL CREPUSCOLARISMO
Le inquietudini, lo smarrimento, la crisi del poeta sentimentale nella poesia del primo novecento.
di Eduardo Terrana


Il Crepuscolarismo, più che un vero e proprio movimento culturale,è una tendenza letteraria, che si sviluppa in Italia nel primo ventennio del 1900, in una prospettiva di polemica antidannunziana che si manifesta con il rifiuto del mito dannunziano del superuomo e dell'attivismo, del mito del vitalismo e dei sogni di vita inimitabile, del mito della donna fatale e di ogni forma di poesia eroica e sublime, ai quali contrappone la consapevolezza della propria fragilità, la banale ovvietà della vita quotidiana, l’ideale di una bellezza femminile semplice e dimessa.
E’ un critico letterario di quel tempo, Giuseppe Antonio Borgese, che nel 1910, in un articolo sul quotidiano “La Stampa” di Torino, parla di “poesia di penombra crepuscolare” che definisce la collocazione di questa poesia, che si svolgeva ai margini della grande stagione della tradizione poetica dell’800, quella del Carducci, del D’Annunzio e del Pascoli, e Crepuscolari saranno definiti i poeti che aderirono alla nuova espressione letteraria , che pertanto sarà detta Crepuscolarismo.
I Crepuscolari avvertono la crisi spirituale del loro tempo come un crepuscolo nell'imminenza del tramonto.
Rifiutano ogni aggancio con la tradizione culturale e si mostrano incapaci e refrattari a stabilire rapporti costruttivi con la realtà sociale; manifestano sofferenza e stanchezza del vivere; ripiegano più volentieri su se stessi, compiangendosi d'essere nati; rifugiano la loro malinconia in una poesia dai toni languidi che coglie gli aspetti più banali ed insignificanti del quotidiano e registra il grigiore delle cose comuni.
Quasi col pudore di chi vuole nascondersi agli occhi degli altri per non farsi vedere piangere, i crepuscolari sembrano adagiarsi nel sogno consolatorio di una vita semplice e tranquilla.
Privi di fede e di speranza, amano gli aspetti più grigi e meno solari dell’esistenza;
privi di slancio e di passione, non si impegnano nella realtà sociale e si limitano a cantare le piccole cose di ogni giorno, gli ambienti e gli aspetti più banali, le abitudini, gli affetti e l’intimità di una vita senza ideali.
I temi dominanti che si ritrovano nella poesia crepuscolare sono: gli amori adolescenziali, le case e le cose vecchie, le suppellettili del salotto buono,
gli animali imbalsamati, le musiche stanche, i giardini abbandonati,i fiori appassiti,
le corsie degli ospedali, cioè povere piccole cose, come le chiamò il Corazzini, ovvero una poesia piena di buone cose di pessimo gusto , come si espresse il Gozzano.
Altri temi sono ancora: i viali solitari, i giardini incolti e polverosi, le cianfrusaglie delle soffitte, le piazze vuote, i luoghi, cioè, in cui si celebrava il rito della noia domenicale, sempre uguale, nel suo squallore monotono ed inconcludente.
E' una poesia, quella crepuscolare, che esprime lo stato di abbandono e di smarrimento del poeta che rimane, per sua scelta, un isolato, chiuso nella propria individualità.
Gli stati d’animo sono pertanto quelli della tradizione decadente ed in particolare
la frattura fra individuo e società, l’angoscioso senso della solitudine, la noia e la stanchezza della vita, la crisi di certezze, il senso di sfiducia e la rinuncia alla lotta.
Un atteggiamento spirituale che rifiuta la vita come spettacolo e si riempie delle povere piccole cose di cui è fatta l’esistenza, che ama osservare il lento inseguirsi dei giorni tutti uguali e vuoti di senso, che invoca un ritorno ai buoni sentimenti del passato e sogna il ritorno all’infanzia, ma che al contempo ha consapevolezza della vanità di quel sogno e dell’inutilità delle proprie nostalgie, per cui ironizza sull’ideale di una vita semplice e di una felicità modesta.
In tale contesto cambia anche il paesaggio che nei crepuscolari non è più quello solare del Carducci, nella lirica “Mezzogiorno” , o quello silvestre dannunziano de “La pioggia nel pineto”, in cui l’artista vive , in senso panico, le suggestive seduzioni della natura, ma è un paesaggio autunnale, che si smorza nei toni e nei colori, che si restringe in spazi limitati che chiudono al poeta la visione di orizzonti aperti e luminosi.

Così l’orto di casa diventa un deposito di cari ricordi in Moretti, mentre il piccolo giardino è per Corazzini il custode di teneri amori, di sogni e desideri puri e di grandi malinconie.
Sono poesie, quelle dei crepuscolari, in cui la tristezza per le cose perdute e le aspirazioni nostalgiche, sono espresse con un atteggiamento stanco di abbandono e di smarrimento.
I crepuscolari negano alla poesia ogni ruolo sociale e civile, rifiutano il concetto dannunziano di poeta vate, promotore del progresso della storia e considerano la tradizione ed il classicismo, cui si ispirano Carducci, Pascoli e D’annunzio, una esperienza completamente conclusa.
I poeti crepuscolari sono accomunati da una malinconica inquietudine che nasce dalla totale sfiducia in ogni ideale religioso, politico e sociale.
I maggiori esponenti del crepuscolarismo sono Sergio Corazzini , Guido Gozzano e Marino Moretti, per i quali il crepuscolarismo costituisce una esperienza di vita totale e non una mera esperienza letteraria, diversamente dalla maggior parte dei poeti crepuscolari, che presto tenteranno di definire meglio in altre correnti e movimenti il loro mondo spirituale ed artistico.
Eduardo Terrana
Saggista e Conferenziere internazionale su diritti umani e pace.
Tutti i diritti riservati all’autore




 

lunedì 25 novembre 2019

In memoria di tutte le donne uccise. In rispetto di tutte le donne che sopportano in silenzio ogni ingiustizia e sopraffazione e non si ribellano.


Un pensiero bellissimo
di Eduardo Terrana



Il Silenzio

Il silenzio è assenza delle voci del cuore.
E’ il fiume profondo che fa poco rumore,
ma che scorre vivo nelle vene dell’io.

E’ la preghiera recitata in profondo
raccoglimento dall’animo che desidera
affrancarsi dalla schiavitù del tempo,
dalle costrizioni, dalle nebbie fitte della realtà
e vuole sentire la carezza dei propri pensieri
ed il calore dei propri sentimenti.

Il silenzio è rumore dell’anima,
sentinella dell’intimo inespresso sentire!


Eduardo Terrana


In memoria di tutte le donne uccise. In rispetto di tutte le donne che sopportano in silenzio ogni ingiustizia e sopraffazione e non si ribellano.
25-11-2019-

 Giornata internazionale
per l’eliminazione della violenza
contro le donne
.








giovedì 21 novembre 2019

"DIPINGI UNA POESIA CON PAROLE E COLORI" Evento presentazione libro a Bari





"DIPINGI UNA POESIA CON PAROLE E COLORI"


Evento presentazione libro a Bari







"Dipingi una poesia con parole e colori"
di

Crescenza Caradonna
e
Domenico Berardi


Giovedì 5 dicembre 2019
dalle ore 16:30 alle 20:00


Presso Associazione Culturale Hamadeus
Piazza Umberto I, 43
Primo Piano - Bari -


Introduce:
prof.ssa Celestina Carofiglio

Relatori:
prof. Nicola Cutino
dott. Luciano Anelli


Intermezzi Musicali a cura di
Maria De Pasquale
(artista)


In Esposizione Nuove Opere dell'Artista Domenico Berardi
 
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Con la partecipazione di:
TINTA
-Scrittrice -

Enrica CARENZA
-Artista-

Vito IORIO
-Artista-


che reciteranno liriche tratte dal libro
e di illustri ospiti.






martedì 12 novembre 2019

"Lì ai navigli" di Cresy Caradonna



Nessuna descrizione della foto disponibile.

"Lì ai navigli"


Scorre lenta l’acqua
lì ai navigli tutto tace

la notte passata
lascia il posto al giorno
miro il gioco delle foglie morte
galleggiano sovrane a pelo d’acqua
inghiottite dallo scorrere continuo del letto che va

lì ai navigli
domina il respiro della poesia
lo sento impalpabile
lo vedo
tra i muri dell’antica casa di Alda

lì ai navigli tutto scorre
scorre lento
lì ai navigli
dove tutto scorre.


Cresy Crescenza Caradonna​
 

martedì 5 novembre 2019

“Viaggio nell’abisso Sfogo decolorato.” di Mégane Deutou A cura di Crescenza Caradonna

“Viaggio nell’abisso Sfogo decolorato.”
di Mégane Deutou

A cura di Crescenza Caradonna


ll libro, curato dalla poetessa Crescenza Caradonna, aiuta in modo tangibile a spiegare quanto male rimanga nel corpo, nella mente, nei ricordi di una donna che ha subito violenza fisica, dopo aver subito violenza psicologica. Sono raccolte, nella seconda parte del libro, poesie che sono squarci di vita rivolti alla riconquista della libertà, per scrollarsi un amore "avvelenato". Questo libro è dedicato a tutte le donne morte per mano violenta di chi diceva di amarle, perché le loro storie non affondino nel silenzio, ma risveglino coscienze e civiltà. 

Progetto, impaginazione grafica copertina e editing letterario a cura di Crescenza Caradonna

Informazioni editoriali

Titolo: Viaggio nell’abisso. Sfogo decolorato. A cura di Crescenza Caradonna
Autore: Mégane Deutou
Data di uscita:2019
Pagine: 88
Copertina: morbida
Editore: Youcanprint
ISBN: 9788831643566

DOVE LO PUOI TROVARE


  Ringraziamenti

Ringrazio soprattutto la mia famiglia, innanzitutto mia nonna e mia madre, a cui dedico questo libro, e i miei amici in Camerun e negli altri paesi, 

ringrazio la mia famiglia in Francia, che mi accoglie con amore sempre,


ringrazio tutte le operatrici professioniste dell’Associazione Giraffa Onlus (Gruppo Indagine Resistenza alla Follia Femminile) e relativo Centro Antiviolenza, per l’accoglienza ed il percorso che mi stanno facendo fare per la rinascita, 


ringrazio Maria Pia Vigilante che mi supporta come avvocata e mi ha indirizzato a Giraffa Onlus che presiede,

ringrazio Patrizia Altini che è stata la prima a supportarmi con tanta generosità subito dopo l’evento, accompagnandomi ovunque,

ringrazio Afana Bella Dieudonné e l’associazione degli studenti stranieri che presiede,

ringrazio la communauté camerounaise de Puglia,

ringrazio il conduttore di pullman che ha chiamato il pronto soccorso e la polizia quel giorno della violenza subita, 

ringrazio chi dirige, conduce e presenta la trasmissione “le Iene” per avermi accolta nella trasmissione e denunciato il fatto,

ringrazio i miei amici ed i colleghi e docenti della Facoltà, che frequento all’università di Bari, per per il sostegno avuto durante tutto il periodo successivo all’evento, 

ringrazio le Mamme del mondo, in particolare Monica Irimia, perché mi hanno accolto nelle loro manifestazioni mettendo in evidenza le mie origini, 

ringrazio casa Mandela, per il sostegno sempre fornitomi,

ringrazio Vera Guelfi per la sua sensibilità ed il prodigarsi per trovare sponsor per il varo di questo libro, 


ringrazio l’associazione Zonta International Distretto 28 Club di Bari che si è resa disponibile per consentire la stampa di questo libro,

Ma soprattutto ed in modo particolare ringrazio Luciano Anelli e Crescenza Caradonna che mi sono stati vicini durante tutto questo percorso e senza dei quali questo libro non sarebbe mai nato.

Mégane Deutou