lunedì 9 marzo 2020

Stringere le mani? Oggi con il coronavirus


Stringere le mani?
Oggi, con il coronavirus, pensiamo che sia meglio non farlo. 
Ma 100 anni fa Trilussa, pur senza rischio di contagio, aveva già capito tutto…

La stretta de mano

Quela de da’ la mano a chissesia
nun è certo un’usanza troppo bella:
te pô succede ch’hai da strigne quella
d’un ladro, d’un ruffiano o d’una spia.

Deppiù la mano, asciutta o sudarella,
quanno ha toccato quarche porcheria,
contiè er bacillo d’una malatia
che t’entra in bocca e va ne le budella.

Invece, a salutà romanamente,
ce se guadagna un tanto co’ l’iggene
eppoi nun c’è pericolo de gnente.

Perché la mossa te viè a di’ in sostanza:
Semo amiconi… se volemo bene…
ma restamo a una debbita distanza.


Trilussa (Carlo Alberto Salustri)

Nota: Trilussa era un antifascista più che convinto. La poesia pertanto non va assolutamente letta come un elogio al saluto romano, anzi in realta vuole rappresentare una parodia satirica del pensiero fascista.
#CresyBlogger

 La prevenzione
#coronavirus
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Solo Poesie di Cresy

giovedì 27 febbraio 2020

Ketevan Jorjoliani

"Bianca alba"
 
Si sveglia a mezzanotte
scura è la sua finestra
 
scende la notte amica
rivolta silenziosa dei cuori
filtra un casto bagliore lunare
colta da passionali visioni
di trasgressivi candori
stremata dalle sue debolezze
arde d’amore
 
le sanguina il cuore
al ritmo di impalpabili
vane carezze
posa una voglia di pianto
tingendo di rosso
il suo lento delirio amoroso
sorgono i suoi fantasmi
nei neri notturni

l’anima freme
le morde il corpo
lasciva sul velato guanciale
assapora il gusto di amarsi
 
chiara sorge bianca l’alba amica.
©
 
di Cresy Caradonna.
(Ogni riferimento a fatti persone e luoghi è solo frutto della fantasia dell'autrice)
Opera di:
Ketevan Jorjoliani è nata in Georgia nel 1991 e si è laureata nel 2013 all’Accademia di Belle Arti di Tbilisi, in Design della Moda. In quegli anni studia arte pittorica nell’atelier del pittore georgiano Gia Khutsishvili, biennio di pittura all’Accademia di Belle arti di Palermo.
Cresy Crescenza Caradonna

domenica 16 febbraio 2020

ACCADE OGGI


Accadde Oggi 17 febbraio 1992 - Scoppia Tangentopoli (28 anni fa): «Che ci fosse la corruzione in Italia si è sempre saputo, la classe dominante promanava questo puzzo di fogna che tutti sentivano, il famoso «turarsi il naso» la lucida analisi del giornalista INDRO MONTANELLI.

martedì 4 febbraio 2020

''Maestra per sempre - Diario della scuola che vorrei'' di Crescenza Caradonna


''Maestra per sempre - Diario della scuola che vorrei'' 
di Crescenza Caradonna

Frasi che dicono sempre i Professori:

Ragazzi, oggi compito.
Questo, da studiare per casa.
Tutto il capitolo da studiare.
Avete un sacco di tempo per ripassare.
C'è anche la domenica di mezzo.
Anziché uscire il sabato state dentro per studiare.
Noi lavoriamo più di quanto possiate immaginare.
Anche noi siamo stati alunni.
Ai nostri tempi i compiti erano più difficili.
Noi ci siamo sacrificati già con la laurea.
Adesso assegniamo i compiti per le vacanze.
Vi è piaciuto il film? Bene ora dovete farne il tema.
😅
#maestrapersempre

''Maestra per sempre - Diario della scuola che vorrei'' 
di Crescenza Caradonna

Una maestra, la sua classe, i suoi sentimenti. Il libro narra episodi della vita scolastica della classe 1° di bambini che si approcciano per la prima volta con il mondo scolastico con il quale confrontarsi e dialogare per crescere ed evolversi, di una maestra che mette l'anima, il cuore e l'amore nel suo lavoro di educatrice nel quale crede fermamente.
Informazioni editoriali

Titolo: Maestra per sempre - Diario della scuola che vorrei
Autore: Crescenza Caradonna
Data di uscita:2017
Pagine: 44
Copertina: morbida
Editore: Youcanprint
ISBN: 9788892674073
€9,00
https://www.youcanprint.it/fiction/fiction-generale/maestra-per-sempre-diario-della-scuola-che-vorrei-9788892674073.html
SCONTATO SU: Feltrinelli.it
https://www.lafeltrinelli.it/libri/crescenza-caradonna/maestra-sempre-diario-scuola-che/9788892674073
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https://www.mondadoristore.it/Maestra-sempre-Diario-scuola-Crescenza-Caradonna/eai978889267407/

NUOVA RISTAMPA "Il libro della nascita Filastrocche Poesie" di Crescenza Caradonna


NUOVA RISTAMPA
Il libro della nascita Filastrocche Poesie:
di Crescenza Caradonna
LO TROVI SU:
https://www.lafeltrinelli.it/libri/crescenza-caradonna/libro-nascita/9788891132062

https://www.youcanprint.it/il-libro-della-nascita-9788891132062.html

https://www.ibs.it/libro-della-nascita-libro-crescenza-caradonna/e/9788891132062?inventoryId=52709413

https://www.hoepli.it/libro/il-libro-della-nascita/9788891132062.html

https://www.mondadoristore.it/Il-libro-della-nascita-Crescenza-Caradonna/eai978889113206/

https://books.google.it/books/about/Il_libro_della_nascita.html?id=sqV0oAEACAAJ&source=kp_book_description&redir_esc=y

martedì 7 gennaio 2020

“Terra Crepuscolare” Libro di Crescenza Caradonna


 "TERRA CREPUSCOLARE" IL LIBRO DI POESIA DI CRESCENZA CARADONNA


“Terra Crepuscolare”

di Crescenza Caradonna

 

 

 

 

 

 

 Quando la poesia s’ispira all’arte ecco che tutto assume colori e sfumature dal significato più ampio andando a toccare l’attività umana svolta non soltanto singolarmente ma anche collettivamente portando il lettore a percepirne la creatività della scrittura esteticamente contemporanea nel linguaggio semplice ed accattivante fruibile così leggiadramente da trasmetterne il messaggio emozionale intrinseco in esso. La raccolta poetica divisa in quattro temi: Una Donna, Visioni d’Arte, La Terra, Angeli, ha però un filo conduttore quello dell’appartenenza alla sfera dei sentimenti universali dell’uomo che non conosce barriere. Dodicesima pubblicazione dell’autrice che ogni volta trova il modo di interessare il lettore inserendo sempre novità poetiche che lo coinvolgono in un itinerante viaggio interiore chiamato “poesia contemporanea.” 

Informazioni editoriali Titolo:
Terra Crepuscolare
Autore: Crescenza Caradonna Data di uscita: giugno 2018 Pagine: 172 Copertina: morbida Editore: Youcanprint ISBN: 9788827833315 €10,00

172 pagine di pura poesia
SU TUTTI GLI STORE ON-LINE
IL MIO NUOVO LIBRO CARTACEO DI POESIE IL 10°.
https://www.youcanprint.it/poesia-generale/terra-crepuscolare-9788827833315.html

https://www.ibs.it/terra-crepuscolare-libro-crescenza-caradonna/e/9788827833315?lgw_code=1122-B9788827833315#a__recensioni

https://www.lafeltrinelli.it/libri/crescenza-caradonna/terra-crepuscolare/9788827833315?utm_source=Google-shopping&utm_campaign=comparatori&utm_medium=cpc&utm_term=9788827833315

https://books.google.it/books/about/Terra_crepuscolare.html?id=cSa2uAEACAAJ&source=kp_book_description&redir_esc=y

Gennaio: curiosità

Curiosità sulla Befana

LA BEFANA PER NOI
La Befana è una vecchietta che vola su una scopa; porta uno scialle sulla testa e i suoi abiti scuri sono strappati e sporchi di fuliggine, perché per entrare nelle case si cala giù dal camino. Questa vecchina, la notte del 5 Gennaio, quando le persone dormono, porta doni ai bambini: bambole, macchinine, libri, giochi vari e dolciumi. Se qualcuno è stato disubbidiente, troverà carbone, cenere, cipolle, aglio. Una settimana prima della festa, i bambini cercano di fare i "buoni" e la sera prima preparano la calza appesa al camino e vanno a letto presto.
Sono emozionati, curiosi di vedere il loro regalo, ansiosi per l'arrivo della Befana e talvolta, un po' impauriti.

Il giorno della festa sono allegri, contenti del regalo ricevuto o un po' delusi perché non sono stati accontentati e per il carbone che nelle calze non manca mai.
Molti bambini credono che la Befana sia la moglie di Babbo Natale e che abiti al Polo Sud, mentre il marito vive al Polo Nord. Babbo Natale non sempre riesce ad accontentare i desideri dei bambini e a questo cerca di rimediare la Befana.
Qualche bambino pensa che la Befana esista veramente, cerca di immaginarla e la aspetta con ansia; alcuni non ci credono e pensano che sia la mamma a mettere i regali nelle calze, però fanno finta di non saperlo. Nel nostro paese, l'Amministrazione Comunale ogni anno organizza una piccola festa: una signora vestita da Befana distribuisce a tutti i bambini un pacco di cioccolatini, caramelle, quaderni, matite, penne e gomme.

LA LEGGENDA DELLA BEFANA
Un giorno, i Re Magi partirono carichi di doni (oro, incenso e mirra) per Gesù Bambino.
Attraversarono molti paesi guidati da una stella, e in ogni luogo in cui passavano, gli abitanti accorrevano per conoscerli e unirsi a loro.
Ci fu solamente una vecchietta che in un primo tempo voleva andare, ma all’ultimo minuto cambiò idea, rifiutandosi di seguirli.

Il giorno dopo, pentita, cercò di raggiungere i Re Magi, che però erano già troppo lontani.
Per questo la vecchina non vide Gesù Bambino, né quella volta né mai.
Da allora ella, nella notte fra il cinque e il sei Gennaio, volando su una scopa con un sacco sulle spalle, passa per le case a portare ai bambini buoni i doni che non ha dato a Gesù.

LE NOSTRE RICERCHE SULLA FESTA DELLA BEFANA
La Befana si festeggia il giorno dell’Epifania, una festa religiosa che ricorre il sei Gennaio e ricorda la visita dei Re Magi a Gesù Bambino.
Tre re, Melchiorre, Baldassarre e Gaspare, partirono da paesi diversi, forse la Nubia, la Godolia e Tharsis, per portare doni a Gesù: oro, incenso e mirra.
Si incontrarono vicino a Gerusalemme e, pur parlando lingue diverse, si compresero e si accorsero di avere la stessa meta; così proseguirono il viaggio insieme.
Giunti alla grotta offrirono a Gesù i loro doni, lo adorarono e ripartirono.

DOVE E QUANDO È NATA LA BEFANA
Non si sa in quale città o regione italiana sia "nata" la Befana, ma di essa si è incominciato a parlare nel milleduecento.
Da allora, questa festa è diventata una delle più importanti e attese dai bambini.
La Befana è una vecchietta brutta e arcigna che intimorisce i bambini e nello stesso tempo è una vecchietta di buon cuore che porta doni ai bambini buoni.
Forse, la vecchietta rappresenta l’anno vecchio che, dopo le feste del periodo natalizio, se ne va lasciando dei doni.
A questo proposito esiste ancora un detto:
"L’Epifania tutte le feste porta via".

PERCHÈ SI CHIAMA BEFANA
Il suo nome deriva da Epifania, trasformato poi in "Beffania" per ricordare la "Strega di Beffania" che volava sui tetti delle case in quella notte. Col passare del tempo perse le lettere "f" ed "i" e diventò Befana.

LA BEFANA AL TEMPO DEI NONNI
Al tempo dei nostri nonni nelle case si aspettava la Befana appendendo al camino una calza di lana fatta a mano con i ferri dalle mamme o dalle nonne. Essi, da piccoli, credevano molto alla Befana; le scrivevano una lettera esprimendo i loro desideri che, per lo più, non venivano esauditi perché c'era molta povertà. Quando arrivavano i doni della Befana, tutti i bambini erano molto contenti perché era l'unica festa in cui ricevevano dolciumi.

Nella calza i bambini trovavano poca roba: qualche mandarino, caramelle di orzo fatte in casa, castagne, noci e lupini; essi sapevano che dovevano essere buoni almeno due mesi prima della festività, altrimenti avrebbero ricevuto carbone, cenere, cipolla, aglio e carote.
Nella calza non si trovavano giocattoli, se non bamboline di stoffa cucite dalle mamme o dalle nonne. Non si preparavano piatti particolari in quel giorno, ma in alcune famiglie ci si riuniva per mangiare castagne, noci e frittelle. In occasione di questa festa, in alcuni paesi venivano dati dei buoni alle famiglie più bisognose per prendere le cose più necessarie, come pane, pasta, zucchero,...

Richiesta a furor di popolo, dopo qualche anno di ingiusto esilio, la ricorrenza della Befana ritorna il 6 gennaio a mettere fine al ciclo dei dodici giorni successivi al Natale.

Nella più pura tradizione popolare Italiana la befana, scende nelle case attraverso le cappe dei camini, che simbolicamente raffigurano un punto di comunicazione tra la terra e il cielo e distribuisce due tipi di doni: quelli buoni che sono il presagio di buone novità della stagione che verrà e il carbone, che, invece, è il residuo del passato.

"La Befana ha portato un po’ di carbone perché siete stati un po’ cattivi , però, ha portato anche i dolci perché dovete essere buoni": erano queste le frasi che accompagnavano la mattina l’apertura delle calze dove, immancabilmente tra dolci, e fichi secchi, trovavano posto, oltre al carbone, anche cipolle, castagne, patate, mele, noci, noccioli e altri prodotti della terra.

Nella Befana si possono trovare, dunque, i presagi delle buone novità della primavera, la stagione da tutti attesa. Essi sono simboleggiati dai doni infilati nella calza di lana (un indumento, non scelto a caso, e, peraltro, fondamentale, nelle campagne, per affrontare il cammino e il lavoro dell’anno nuovo)

Oltre che in Italia troviamo il culto della Befana in varie parti del mondo: dalla Persia alla Normandia, dalla Russia all’Africa del Nord.

In tale culto, molti, rintracciano il mito della Dea genitrice primordiale, signora della vita e della morte, della rigenerazione della Natura.

Per altri, nella sua figura, la Befana riassume l’immagine della Dea antenata custode del focolare, luogo sacro della casa. E non è un caso se si serve, proprio dei camini, per introdurre l’ allegria nelle case, svolazzando con la sua fantastica scopa.


PUGLIA D'AMARE Quotidiano d’informazione
direttora Crescenza Caradonna

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mercoledì 18 dicembre 2019

“Noi separati” di Daniela Biancotto



 “Noi separati”
 di Daniela Biancotto

“Noi separati”, di Daniela Biancotto, edito da “Araba Fenice”, è un romanzo autobiografico che narra la storia di una separazione e della sofferta e combattuta rinascita a essa legata. Una storia attuale nella quale molti potranno rispecchiarsi.
“La separazione è un cambiamento così profondo che disorienta. Sono minacciate la sicurezza e la stabilità personale” – afferma l’autrice piemontese che ha al suo attivo altre tre pubblicazioni, oltre a vari inediti, in prosa e in poesia, e che si è distinta in svariati premi letterari, nazionali e internazionali.
Narrando la sua esperienza, Daniela Biancotto mostra ai separati la via per passare dall’oscurità alla luce uscendone caratterialmente più forti e sviluppando una buona dose di empatia.
Il romanzo è acquistabile anche nei principali store on line.




martedì 17 dicembre 2019

"Dove dormono le stelle" di Cresy Caradonna

 
 
Dove dormono le stelle
al suono di un canto di Natale
cullata da lindi veli
intrecci le gracili braccia
in un sonno ristoratore.

Quante notti insonni
quante ninna nanne d’amore
quanti palpiti profusi
quelle braccia hanno amato.

Brilla questa notte la stella del Natale
un biondo bambino è nato
una madre stringe a se’ l’eternità.

Dove dormono le stelle
una vecchia madre ripensa a suo figlio lontano.

E’ la notte di Natale.

Crescenza Caradonna
 ©

Stringere le mani? Oggi con il coronavirus

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