martedì 4 febbraio 2020

''Maestra per sempre - Diario della scuola che vorrei'' di Crescenza Caradonna


''Maestra per sempre - Diario della scuola che vorrei'' 
di Crescenza Caradonna

Frasi che dicono sempre i Professori:

Ragazzi, oggi compito.
Questo, da studiare per casa.
Tutto il capitolo da studiare.
Avete un sacco di tempo per ripassare.
C'è anche la domenica di mezzo.
Anziché uscire il sabato state dentro per studiare.
Noi lavoriamo più di quanto possiate immaginare.
Anche noi siamo stati alunni.
Ai nostri tempi i compiti erano più difficili.
Noi ci siamo sacrificati già con la laurea.
Adesso assegniamo i compiti per le vacanze.
Vi è piaciuto il film? Bene ora dovete farne il tema.
😅
#maestrapersempre

''Maestra per sempre - Diario della scuola che vorrei'' 
di Crescenza Caradonna

Una maestra, la sua classe, i suoi sentimenti. Il libro narra episodi della vita scolastica della classe 1° di bambini che si approcciano per la prima volta con il mondo scolastico con il quale confrontarsi e dialogare per crescere ed evolversi, di una maestra che mette l'anima, il cuore e l'amore nel suo lavoro di educatrice nel quale crede fermamente.
Informazioni editoriali

Titolo: Maestra per sempre - Diario della scuola che vorrei
Autore: Crescenza Caradonna
Data di uscita:2017
Pagine: 44
Copertina: morbida
Editore: Youcanprint
ISBN: 9788892674073
€9,00
https://www.youcanprint.it/fiction/fiction-generale/maestra-per-sempre-diario-della-scuola-che-vorrei-9788892674073.html
SCONTATO SU: Feltrinelli.it
https://www.lafeltrinelli.it/libri/crescenza-caradonna/maestra-sempre-diario-scuola-che/9788892674073
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https://www.mondadoristore.it/Maestra-sempre-Diario-scuola-Crescenza-Caradonna/eai978889267407/

NUOVA RISTAMPA "Il libro della nascita Filastrocche Poesie" di Crescenza Caradonna


NUOVA RISTAMPA
Il libro della nascita Filastrocche Poesie:
di Crescenza Caradonna
LO TROVI SU:
https://www.lafeltrinelli.it/libri/crescenza-caradonna/libro-nascita/9788891132062

https://www.youcanprint.it/il-libro-della-nascita-9788891132062.html

https://www.ibs.it/libro-della-nascita-libro-crescenza-caradonna/e/9788891132062?inventoryId=52709413

https://www.hoepli.it/libro/il-libro-della-nascita/9788891132062.html

https://www.mondadoristore.it/Il-libro-della-nascita-Crescenza-Caradonna/eai978889113206/

https://books.google.it/books/about/Il_libro_della_nascita.html?id=sqV0oAEACAAJ&source=kp_book_description&redir_esc=y

martedì 7 gennaio 2020

“Terra Crepuscolare” Libro di Crescenza Caradonna


 "TERRA CREPUSCOLARE" IL LIBRO DI POESIA DI CRESCENZA CARADONNA


“Terra Crepuscolare”

di Crescenza Caradonna

 

 

 

 

 

 

 Quando la poesia s’ispira all’arte ecco che tutto assume colori e sfumature dal significato più ampio andando a toccare l’attività umana svolta non soltanto singolarmente ma anche collettivamente portando il lettore a percepirne la creatività della scrittura esteticamente contemporanea nel linguaggio semplice ed accattivante fruibile così leggiadramente da trasmetterne il messaggio emozionale intrinseco in esso. La raccolta poetica divisa in quattro temi: Una Donna, Visioni d’Arte, La Terra, Angeli, ha però un filo conduttore quello dell’appartenenza alla sfera dei sentimenti universali dell’uomo che non conosce barriere. Dodicesima pubblicazione dell’autrice che ogni volta trova il modo di interessare il lettore inserendo sempre novità poetiche che lo coinvolgono in un itinerante viaggio interiore chiamato “poesia contemporanea.” 

Informazioni editoriali Titolo:
Terra Crepuscolare
Autore: Crescenza Caradonna Data di uscita: giugno 2018 Pagine: 172 Copertina: morbida Editore: Youcanprint ISBN: 9788827833315 €10,00

172 pagine di pura poesia
SU TUTTI GLI STORE ON-LINE
IL MIO NUOVO LIBRO CARTACEO DI POESIE IL 10°.
https://www.youcanprint.it/poesia-generale/terra-crepuscolare-9788827833315.html

https://www.ibs.it/terra-crepuscolare-libro-crescenza-caradonna/e/9788827833315?lgw_code=1122-B9788827833315#a__recensioni

https://www.lafeltrinelli.it/libri/crescenza-caradonna/terra-crepuscolare/9788827833315?utm_source=Google-shopping&utm_campaign=comparatori&utm_medium=cpc&utm_term=9788827833315

https://books.google.it/books/about/Terra_crepuscolare.html?id=cSa2uAEACAAJ&source=kp_book_description&redir_esc=y

Gennaio: curiosità

Curiosità sulla Befana

LA BEFANA PER NOI
La Befana è una vecchietta che vola su una scopa; porta uno scialle sulla testa e i suoi abiti scuri sono strappati e sporchi di fuliggine, perché per entrare nelle case si cala giù dal camino. Questa vecchina, la notte del 5 Gennaio, quando le persone dormono, porta doni ai bambini: bambole, macchinine, libri, giochi vari e dolciumi. Se qualcuno è stato disubbidiente, troverà carbone, cenere, cipolle, aglio. Una settimana prima della festa, i bambini cercano di fare i "buoni" e la sera prima preparano la calza appesa al camino e vanno a letto presto.
Sono emozionati, curiosi di vedere il loro regalo, ansiosi per l'arrivo della Befana e talvolta, un po' impauriti.

Il giorno della festa sono allegri, contenti del regalo ricevuto o un po' delusi perché non sono stati accontentati e per il carbone che nelle calze non manca mai.
Molti bambini credono che la Befana sia la moglie di Babbo Natale e che abiti al Polo Sud, mentre il marito vive al Polo Nord. Babbo Natale non sempre riesce ad accontentare i desideri dei bambini e a questo cerca di rimediare la Befana.
Qualche bambino pensa che la Befana esista veramente, cerca di immaginarla e la aspetta con ansia; alcuni non ci credono e pensano che sia la mamma a mettere i regali nelle calze, però fanno finta di non saperlo. Nel nostro paese, l'Amministrazione Comunale ogni anno organizza una piccola festa: una signora vestita da Befana distribuisce a tutti i bambini un pacco di cioccolatini, caramelle, quaderni, matite, penne e gomme.

LA LEGGENDA DELLA BEFANA
Un giorno, i Re Magi partirono carichi di doni (oro, incenso e mirra) per Gesù Bambino.
Attraversarono molti paesi guidati da una stella, e in ogni luogo in cui passavano, gli abitanti accorrevano per conoscerli e unirsi a loro.
Ci fu solamente una vecchietta che in un primo tempo voleva andare, ma all’ultimo minuto cambiò idea, rifiutandosi di seguirli.

Il giorno dopo, pentita, cercò di raggiungere i Re Magi, che però erano già troppo lontani.
Per questo la vecchina non vide Gesù Bambino, né quella volta né mai.
Da allora ella, nella notte fra il cinque e il sei Gennaio, volando su una scopa con un sacco sulle spalle, passa per le case a portare ai bambini buoni i doni che non ha dato a Gesù.

LE NOSTRE RICERCHE SULLA FESTA DELLA BEFANA
La Befana si festeggia il giorno dell’Epifania, una festa religiosa che ricorre il sei Gennaio e ricorda la visita dei Re Magi a Gesù Bambino.
Tre re, Melchiorre, Baldassarre e Gaspare, partirono da paesi diversi, forse la Nubia, la Godolia e Tharsis, per portare doni a Gesù: oro, incenso e mirra.
Si incontrarono vicino a Gerusalemme e, pur parlando lingue diverse, si compresero e si accorsero di avere la stessa meta; così proseguirono il viaggio insieme.
Giunti alla grotta offrirono a Gesù i loro doni, lo adorarono e ripartirono.

DOVE E QUANDO È NATA LA BEFANA
Non si sa in quale città o regione italiana sia "nata" la Befana, ma di essa si è incominciato a parlare nel milleduecento.
Da allora, questa festa è diventata una delle più importanti e attese dai bambini.
La Befana è una vecchietta brutta e arcigna che intimorisce i bambini e nello stesso tempo è una vecchietta di buon cuore che porta doni ai bambini buoni.
Forse, la vecchietta rappresenta l’anno vecchio che, dopo le feste del periodo natalizio, se ne va lasciando dei doni.
A questo proposito esiste ancora un detto:
"L’Epifania tutte le feste porta via".

PERCHÈ SI CHIAMA BEFANA
Il suo nome deriva da Epifania, trasformato poi in "Beffania" per ricordare la "Strega di Beffania" che volava sui tetti delle case in quella notte. Col passare del tempo perse le lettere "f" ed "i" e diventò Befana.

LA BEFANA AL TEMPO DEI NONNI
Al tempo dei nostri nonni nelle case si aspettava la Befana appendendo al camino una calza di lana fatta a mano con i ferri dalle mamme o dalle nonne. Essi, da piccoli, credevano molto alla Befana; le scrivevano una lettera esprimendo i loro desideri che, per lo più, non venivano esauditi perché c'era molta povertà. Quando arrivavano i doni della Befana, tutti i bambini erano molto contenti perché era l'unica festa in cui ricevevano dolciumi.

Nella calza i bambini trovavano poca roba: qualche mandarino, caramelle di orzo fatte in casa, castagne, noci e lupini; essi sapevano che dovevano essere buoni almeno due mesi prima della festività, altrimenti avrebbero ricevuto carbone, cenere, cipolla, aglio e carote.
Nella calza non si trovavano giocattoli, se non bamboline di stoffa cucite dalle mamme o dalle nonne. Non si preparavano piatti particolari in quel giorno, ma in alcune famiglie ci si riuniva per mangiare castagne, noci e frittelle. In occasione di questa festa, in alcuni paesi venivano dati dei buoni alle famiglie più bisognose per prendere le cose più necessarie, come pane, pasta, zucchero,...

Richiesta a furor di popolo, dopo qualche anno di ingiusto esilio, la ricorrenza della Befana ritorna il 6 gennaio a mettere fine al ciclo dei dodici giorni successivi al Natale.

Nella più pura tradizione popolare Italiana la befana, scende nelle case attraverso le cappe dei camini, che simbolicamente raffigurano un punto di comunicazione tra la terra e il cielo e distribuisce due tipi di doni: quelli buoni che sono il presagio di buone novità della stagione che verrà e il carbone, che, invece, è il residuo del passato.

"La Befana ha portato un po’ di carbone perché siete stati un po’ cattivi , però, ha portato anche i dolci perché dovete essere buoni": erano queste le frasi che accompagnavano la mattina l’apertura delle calze dove, immancabilmente tra dolci, e fichi secchi, trovavano posto, oltre al carbone, anche cipolle, castagne, patate, mele, noci, noccioli e altri prodotti della terra.

Nella Befana si possono trovare, dunque, i presagi delle buone novità della primavera, la stagione da tutti attesa. Essi sono simboleggiati dai doni infilati nella calza di lana (un indumento, non scelto a caso, e, peraltro, fondamentale, nelle campagne, per affrontare il cammino e il lavoro dell’anno nuovo)

Oltre che in Italia troviamo il culto della Befana in varie parti del mondo: dalla Persia alla Normandia, dalla Russia all’Africa del Nord.

In tale culto, molti, rintracciano il mito della Dea genitrice primordiale, signora della vita e della morte, della rigenerazione della Natura.

Per altri, nella sua figura, la Befana riassume l’immagine della Dea antenata custode del focolare, luogo sacro della casa. E non è un caso se si serve, proprio dei camini, per introdurre l’ allegria nelle case, svolazzando con la sua fantastica scopa.


PUGLIA D'AMARE Quotidiano d’informazione
direttora Crescenza Caradonna

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mercoledì 18 dicembre 2019

“Noi separati” di Daniela Biancotto



 “Noi separati”
 di Daniela Biancotto

“Noi separati”, di Daniela Biancotto, edito da “Araba Fenice”, è un romanzo autobiografico che narra la storia di una separazione e della sofferta e combattuta rinascita a essa legata. Una storia attuale nella quale molti potranno rispecchiarsi.
“La separazione è un cambiamento così profondo che disorienta. Sono minacciate la sicurezza e la stabilità personale” – afferma l’autrice piemontese che ha al suo attivo altre tre pubblicazioni, oltre a vari inediti, in prosa e in poesia, e che si è distinta in svariati premi letterari, nazionali e internazionali.
Narrando la sua esperienza, Daniela Biancotto mostra ai separati la via per passare dall’oscurità alla luce uscendone caratterialmente più forti e sviluppando una buona dose di empatia.
Il romanzo è acquistabile anche nei principali store on line.




martedì 17 dicembre 2019

"Dove dormono le stelle" di Cresy Caradonna

 
 
Dove dormono le stelle
al suono di un canto di Natale
cullata da lindi veli
intrecci le gracili braccia
in un sonno ristoratore.

Quante notti insonni
quante ninna nanne d’amore
quanti palpiti profusi
quelle braccia hanno amato.

Brilla questa notte la stella del Natale
un biondo bambino è nato
una madre stringe a se’ l’eternità.

Dove dormono le stelle
una vecchia madre ripensa a suo figlio lontano.

E’ la notte di Natale.

Crescenza Caradonna
 ©

GUIDO GOZZANO UN POETA DAL CUORE BAMBINO di Eduardo Terrana


 Risultati immagini per guido gozzano



GUIDO GOZZANO UN POETA DAL CUORE BAMBINO 

di Eduardo Terrana 

Guido Gozzano nasce il 19 dicembre del 1883 ad Agliè Canavese ( provincia di Torino) in una famiglia ricca e borghese. Conseguita la maturità classica, si iscrive alla facoltà di giurisprudenza, ma è maggiormente attratto dalle lezioni del critico e poeta Arturo Graf, che segue volentieri. Non completerà mai gli studi universitari intrapresi A Torino stringe amicizia con diversi altri letterati con i quali costituisce il gruppo dei poeti crepuscolari torinesi. Partecipa attivamente alla vita culturale e mondana della Torino d’inizio secolo. E’fervido ammiratore dell’attrice Emma Gramatica e di Lydia Borrelli. Nel 1907 pubblica la sua prima raccolta di poesie “La via del rifugio” e inizia una intensa relazione culturale e sentimentale con la poetessa Amalia Guglielminetti; si manifestano, però, i primi gravi sintomi della tubercolosi, per cui soggiorna in vari luoghi di cura. Nel 1909 la madre viene colpita da paralisi. La malattia accentua le preoccupazioni economiche aperte dalla morte precoce del padre e il poeta è costretto a vendere la villa di Agliè, in cui era nato. Nel 1910 pubblica la seconda raccolta di poesie “I colloqui”, che è considerata la sua opera maggiore. La raccolta rappresenta l’autobiografia sentimentale ed ideologica del poeta. Nel 1912 effettua un viaggio in India, sperando di trovare in quella lontana terra rimedi miracolosi alla sua malattia. Ritorna deluso a Torino dove tra il 1914 e il 1916 pubblica su “La Stampa”: “Le Lettere dall’India.” Inizia a lavorare al poemetto “Le Farfalle”, che però non riuscirà a portare a compimento, sopraggiunge, infatti, il 9 agosto del 1916, la morte che lo coglie, ancora giovanissimo, a Torino, all’età di 32 anni. Tra i crepuscolari Gozzano è il più significativo. E’ la sua una poesia schietta, nella quale si ritrovano molte immagini simboliche del poeta crepuscolare in genere: gli ospedali, gli organetti, le belle solitarie, i giardini chiusi, i conventi, tutte venate però di una soave ironia che lo distingue, in modo rimarchevole e che è espressione della sua mancata adesione al mondo rappresentato dalla poesia crepuscolare ritenuta, ingenuamente, provinciale. Perciò quelle immagini e quelle situazioni piccolo-borghese dei poeti crepuscolari , che definirà: “buone cose di pessimo gusto”, Gozzano li accetta in parte e se ne serve poeticamente, in un difficile equilibrio, tra affetto ed ironia, rievocazione e sorriso. Amante della letteratura e della vita elegante, Gozzano aspira ad una vita semplice, in grado di sottrarlo alle complicazioni intellettualistiche ed estetizzanti, ma ha consapevolezza di non poter realizzare questa sua aspirazione, da ciò ne deriva : il vagheggiamento del passato ; il rifugiarsi nel sogno; il rimpianto delle cose non godute a suo tempo; l’amore per le piccole cose domestiche; il desiderio di spazi limitati, familiari; la paura del tempo che tutto travolge. Ma il poeta sa anche contemplare con distacco questo suo fallimento, sorridendone, da qui l’ironia che avvolge la sua poesia migliore. Gli esordi poetici di Gozzano sono dannunziani, ma presto il poeta se ne distaccherà alla ricerca di toni e moduli poetici più originali. Nella figura di Totò Merùmeni, omonima poesia della raccolta “I Colloqui “, Gozzano tratteggia un ironico autoritratto, sotto un nome ricavato dal titolo di una commedia di Terenzio “Heautòntimorùmenos = il punitore di se stesso”, che risulta essere l’esatto opposto dell’eroe dannunziano perché incapace di aderire al ritmo dell’esistenza, disilluso e scettico, consapevole dell’inutilità della vita. Nel sonetto “La morte del cardellino” il poeta ci offre un saggio della delicatezza e dell’umanità della sua poesia. Il poeta manifesta il desiderio che sulla sua tomba, “fossa della sua pace”, potesse non mancare il pianto sincero del piccolo nipotino “Tita”, diminutivo di Battista; l’affetto puro e innocente del nipotino sarebbe l’estrema suprema consolazione. Il rimpianto per una vita che poteva essere gioiosa e serena e non lo è stata è il motivo della lirica “I Colloqui”, come della raccolta omonima. Il poeta ha solo venticinque anni ma sente su di sé il peso dell’età della “orrida vecchiezza “spaventosa. La realtà lo tormenta e riempie di tragicità la sua già dolorosa esistenza. Ma per quanto avverta ripulsa per tale odiosa realtà, egli non trova la capacità di ribellarsi, anzi prova a trovare rifugio in un mondo virtuale in cui ricrea, dalle sue memorie, il fantasma di quella vita serena che gli è stata negata. Bisogna attendere sereni la morte. Evento questo al quale il poeta si prepara con animo tranquillo, conscio che il male che lo affligge, la tisi, non gli lascia altro scampo. Il poeta, allora, canta l’attesa della fine senza rimpianti e senza lacrime e si rivolge al suo “cuore bambino”, ancora aggrappato ai rapiti sogni della vita, perché abbandoni quelle illusioni e non si arrenda alla disperazione. Nell’animo del poeta c’è tutto l’amaro rimpianto di una età giovane tanto desiderata quanto mai goduta, di una mai vissuta ed ormai irrecuperabile felicità, che il poeta rappresenta nel poemetto “La Signora Felicita ovvero la Felicità “, tutta racchiusa in un ideale di vita semplice, patriarcale, con una donna a fianco, in una villa di campagna, dove la sera giocare a carte con le autorità del paese. Trova comunque, nei versi che chiudono il componimento “Salvezza” il modo di una ironica rassegnata accettazione, che maschera l’angoscia dell’anima. Per quanto sin qui detto, si può, in conclusione, affermare che Guido Gozzano apre un nuovo capitolo nella poesia italiana perché attua un processo di demitizzazione della stessa facendo piazza pulita di tutte le concezioni preesistenti e dichiara, primo fra tutti, la precarietà della poesia e la sua incapacità di comunicare messaggi definitivi. Gozzano, però, è importante non solo per la sua concezione, nuova e demistificante della poesia, ma anche per le novità ad essa apportate anche sul piano formale, realizzando moduli stilistici , colloquiali e prosastici, ma solo in apparenza, perché in realtà oltremodo raffinati. E la sua tecnica di fare prosa in versi aprirà la strada a toni e moduli assolutamente innovativi che avranno poi notevole influenza sulla poesia contemporanea e sviluppo nel corso del novecento. Da qui il giudizio positivo unanime della critica che vede in Gozzano, oltre che un testimone fedele, seppur ironico, della crisi del suo tempo, soprattutto un novatore della poesia e della funzione stessa del poetare. 

Eduardo Terrana
Saggista e Conferenziere Internazionale su Diritti Umani e Pace 

Tutti i diritti riservati all’autore.





PUGLIA D'AMARE QUOTIDIANO D'INFORMAZIONE

-REGIONALE NAZIONALE ESTERO-


martedì 10 dicembre 2019

Recuperiamo Solidarietà Umanità e Valori di Eduardo Terrana

Recuperiamo Solidarietà Umanità e Valori

 di Eduardo Terrana



 Il 10 dicembre 1948 l’ Assemblea delle Nazioni Unite proclamò la “Dichiarazione Universale dei Diritti Umani” della quale ricorre quest’anno il 70° anniversario. Pace e sicurezza, sviluppo socio-economico, diritti umani , lotta contro la discriminazione nei confronti delle donne, erano i pilastri su cui si voleva ricostruire il mondo distrutto dalla seconda guerra mondiale. L’umanità intera ha vissuto in questi 70 anni la grande speranza del cambiamento e del rinnovamento su scala mondiale che realizzasse per tutti gli esseri umani e per tutti i popoli della terra i principi e i valori sanciti dalla Dichiarazione. Anno dopo anno purtroppo, da quel lontano 10.12.1948, le illusioni e le speranze hanno lasciato sempre più il posto alla delusione non essendosi realizzati i contenuti e i valori della “Dichiarazione Universale “, che mai come in questo momento sono necessari per riuscire a costruire una società più giusta, basata sui principi dell’uguaglianza e della solidarietà. La realtà del mondo di oggi è purtroppo ancora quella di ” un mondo senza diritti.” Una realtà in cui per tanti bambini il regalo di Natale sarà il nugolo di bombe che sarà sganciato sulla loro testa e sui loro sogni; per tante donne le carezze di Natale saranno le mani sporche di sangue di chi li frugherà senza rispetto e senza ritegno anche nella loro più intima dignità; per tante famiglie il pranzo di Natale sarà la polvere che saranno costrette a ingoiare nel loro cammino alla ricerca di un approdo in una terra che li accolga e dia loro e ai loro figli la possibilità di un futuro , se e quando non saranno le onde del mare a seppellire i loro corpi per sempre. Una realtà in cui le cicatrici dei diritti violati si fanno sempre più gravi e più profonde: per la negazione dei diritti economici, sociali, politici e civili; per la presenza ancora massiccia di arresti arbitrari, torture, pena di morte, apartheid, razzismo, attentati alla vita ed alla integrità fisica, internamenti psichiatrici. Una realtà in cui non mancano: i Genocidi, le pulizie etniche, le esecuzioni sommarie, le scomparse di persone, gli stupri e i massacri di vecchi,donne e bambini, e la fame. Una realtà in cui si diffondono sempre più nuove forme di razzismo, l’odio per il diverso prevale sullo spirito di fratellanza e la solidarietà viene sempre meno. Per celebrare degnamente il 70° anniversario della Dichiarazione universale dei diritti umani oggi più che mai urge riscoprire il senso della “Dichiarazione Universale dei Diritti dell’uomo” nei suoi valori e nei suoi principi di umanità e di convivenza civile che interessi economici, mire espansionistiche e il diffuso egoismo di certe minoranze che hanno, però, il potere di decidere delle sorti politiche, economiche e sociali, del mondo, sta cercando di smantellare. Non si può non rilevare che quando si parla di diritti umani di norma ci si riferisce a diritti che sono basilari per vivere in pace e in armonia, quali il diritto alla pace, il diritto all’uguaglianza, il diritto alla libertà, il diritto alla vita, e la “Dichiarazione Universale” ne cita altre 26, tutti a fondamento del rispetto che sempre va portato alla Persona Umana, senza nessuna discriminazione di razza, di genere, di ideologia, di religione. La “Dichiarazione Universale dei diritti umani “, pertanto, rappresenta ancora, un traguardo raggiungibile di crescita e di miglioramento della propria condizione e situazione di vita per tanti popoli e persone. Una speranza fondata che non può andare delusa e che impegna tutti i popoli e tutti i governi del mondo ad adoperarsi perché si realizzi, “ considerato che il riconoscimento della dignità inerente a tutti i membri della famiglia umana e dei loro diritti, uguali ed inalienabili, costituisce il fondamento della libertà, della giustizia e della pace nel mondo. 

Eduardo Terrana 

Saggista e Conferenziere internazionale su diritti umani e pace Tutti i diritti riservati all’autore.



  STIAMO DALLA PARTE DEI DIRITTI E DELLE PERSONE
  Celebriamo degnamente i 71 anni della “Dichiarazione Universale dei Diritti Umani”






lunedì 9 dicembre 2019

Presentazione libro: VIAGGIO NELL'ABISSO Sfogo Decolorato di Mégane Deutou


Presso Portineria 21
Via Cairoli 137/A
Bari
Lunedì 16 dicembre 2019
ore 18:30


Presentazione libro:
VIAGGIO NELL'ABISSO Sfogo Decolorato
di Mégane Deutou


Presentano Luciano Anelli e Crescenza Caradonna.

Presentazione Video/Spot:
"NO VIOLENZA SULLE DONNE 2019"
-INGRESSO LIBERO-


https://wp.me/pbtu1c-3T



Seguiranno aggiornamenti e ospiti serata della prima presentazione in esclusiva su Bari del libro che tratta di vita vera e reale, che ha un epilogo certamente doloroso ma positivo per la protagonista affichè sia di sprono per tutte le donne che vivono le medesime situazioni.

Non perdete la presentazione

sabato 7 dicembre 2019

SERGIO CORAZZINI UN POETA PRECOCE DALLA VITA PRECOCE di Eduardo Terrana




SERGIO CORAZZINI
UN POETA PRECOCE DALLA VITA PRECOCE

di Eduardo Terrana

Sergio Corazzini nasce a Roma nel 1887. Vive una infanzia triste e povera a causa del fallimento del padre.
Giovanissimo è costretto dalla grave situazione economica familiare ad abbandonare gli studi ed a trovare lavoro presso una compagnia di assicurazione.
Il fatto segna la fine dei sogni coltivati nell'infanzia e intacca fortemente le sue aspirazioni.
Si ammala di tisi e la malattia lo porta alla morte a soli 20 anni. Muore, infatti, nel 1907.
Sergio Corazzini scrive precocemente di poesia. La sua prima raccolta ,“ Dolcezze”, è del 1904; seguono, nel 1905, “L'Amaro Calice” e “Le Aureole; del 1906 sono: “Piccolo Libro Inutile” , “Elegia” e “Libro per la sera della domenica.”
Si coglie nella poesia di Sergio Corazzini la desolazione del poeta sentimentale che con accenti vittimistici parla della propria tristezza, del proprio dolore e indulge alle lacrime ed al pianto.
Egli afferma di “ non essere un poeta, ma un piccolo fanciullo che piange, perché per esser detti poeti, conviene viver ben altra vita” , ce lo dice nella sua poesia più celebre “Desolazione del povero poeta sentimentale”, che è una vera e propria dichiarazione di poetica.
Qui il Corazzini, si negai una propria identità di poeta in un’immagine che poggia su un compiaciuto desiderio di annullamento e di autocommiserazione e ricerca nel silenzio, in una dimensione intimistica del proprio percorso esistenziale, contrassegnato da una forte spiritualità, il mezzo per comunicare e trovare Dio, nell’attesa che la morte lo liberi dai suoi patimenti. Si coglie nella lirica, per la prima volta, come osserva il Sanguineti, “il nodo della moderna poetica crepuscolare, che è il rifiuto stesso della poesia, proclamato, in modi patetici e dolenti.”
Ciò nonostante Corazzini vive la poesia come un grande amore, intensamente, e si rivela poeta originale , dalla ispirazione schietta e sofferta, tanto da rappresentare, per la critica, anche se il riconoscimento arriverà postumo, una voce di modernità, viva e fresca, che contribuirà allo svecchiamento della poesia italiana tanto sul piano della tematica intimistico - esistenziale quanto sul piano del rinnovamento del linguaggio poetico.
Sergio Corazzini è considerato il caposcuola del crepuscolarismo e la sua poesia, che si connota per la modernità stilistica, sia per la frantumazione cui sottopone il verso sia per le nuove soluzioni formali, come osserva il Guglielmino, si distingue per il tono di una dolente malinconia intesa come incapacità di aderire alla vita, ma che rivela i turbamenti dell’adolescenza nelle sue acerbità e nei suoi languori.
Il dimesso, il provinciale, ma anche oggetti, luoghi, paesaggi comuni, sono i temi crepuscolari che Corazzini contrappone polemicamente al lusso dannunziano e al mondo campagnolo del Pascoli.
Ma non manca il simbolismo, come si nota nella lirica “Toblack” in cui un luogo di cura per malati di tisi viene trasfigurato dal poeta in un luogo astratto, anticamera luminosa della morte, la cui attesa è considerata dal poeta un rifiuto della vita nella contemplazione delle “povere piccole cose “ di cui è fatta la trama della realtà “immagine terribilmente perfetta del Nulla”.
Nella poesia del Corazzini la natura rivive quasi sempre in termini di desolazione e di sgomento.
Ne è un esempio “Sonetto d’Autunno“ tutto giocato sul contrasto delle foglie ingiallite che in autunno si staccano dai rami degli alberi, come dall’animo del poeta cadono sogni e incanti giovanili.
Le foglie rinasceranno in primavera, ma le speranze del poeta non rinasceranno più, perché il suo cuore è morto per sempre ad ogni terrena illusione.

Eduardo Terrana
 
Saggjsta e Conferenziere Internazionale su Diritti Umani e Pace
Tutti i diritti riservati all’autore













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LaRedazione

Marjane Satrapi

Marjane Satrapi fumettista, regista, sceneggiatrice e illustratrice iraniana (1969-2026) Marjane Satrapi (in persiano مرجان ساتر...